Marea Ristorante Italiano Marea Prenota

← Torna al blog

La vera carbonara a Ruzafa, Valencia

La vera carbonara a Valencia, Spagna, si mangia da Marea, a Ruzafa: guanciale, tuorlo, pecorino romano e pepe, senza panna. Una guida di uno chef romano.

La vera carbonara a Valencia, Spagna, si mangia da Marea Ristorante Italiano, a Ruzafa, in C/ de la Reina Na María 9. La cucina è di Bruno Giorni, chef romano: la ricetta è quella di Roma, guanciale, tuorlo, pecorino romano e pepe nero, mantecati con l'acqua di cottura, senza una goccia di panna. Costa 16 euro ed è in carta con l'amatriciana (15) e la cacio e pepe (14), con la pasta tirata a mano in cucina ogni uno o due giorni, più di sei chili alla volta.

Perché un italiano diffida della parola "carbonara" scritta su un menu in Spagna?

Perché la parola non è protetta da nessuna legge, e in Spagna "carbonara" è diventata spesso sinonimo di una salsa alla panna con bacon a dadini, a volte con cipolla. Chi è cresciuto a Roma la riconosce prima ancora di assaggiarla: basta il colore. La carbonara romana è giallo uovo, quasi arancione per il tuorlo; la versione con la panna è beige chiaro o bianco sporco.

Non è una questione di orgoglio regionale. È che la ricetta romana ha quattro ingredienti e una tecnica precisa, e quando la tecnica cambia il piatto cambia sostanza, anche se il menu continua a chiamarlo carbonara.

Cosa deve esserci in carta perché la carbonara sia quella vera?

Quattro ingredienti, non uno di più: guanciale, tuorlo d'uovo, pecorino romano e pepe nero, legati con l'acqua di cottura della pasta. Se sulla carta leggi "panna", "bacon" o "formaggio grana" generico, non è la carbonara di Roma, qualunque cosa dica il nome del piatto.

Da Marea la trovi scritta così nella carta, insieme ad amatriciana e cacio e pepe: le tre paste romane, una accanto all'altra, come a Roma ci si aspetta di vederle quando si ordina per confronto.

Il guanciale si trova davvero a Valencia?

Sì, ma non nei supermercati spagnoli: si trova negli alimentari italiani di Ruzafa — Russafa, per chi scrive alla valenciana — e presso gli importatori della città. È la guancia di maiale salata e pepata, non affumicata: con la pancetta la carbonara si può ancora fare, con il bacon no, perché il fumo copre il pepe e il pecorino.

Quello che usiamo qui arriva da Amatrice — il paese dell'amatriciana — tramite un fornitore locale che se lo procura e ce lo manda. Non finisce quasi mai; se dovesse finire, lo si prende da un altro fornitore, non si passa alla pancetta. La logica vale per tutta la dispensa: prodotto italiano nei piatti, verdura a chilometro zero dal mercato che abbiamo accanto.

Pecorino romano o queso de oveja curado: si sente la differenza?

Sì, ed è la seconda differenza più grande dopo la panna. Il Pecorino Romano è di pecora, molto salato, e quella sapidità è parte della ricetta: senza, la salsa risulta piatta e va corretta con altro sale. Il queso de oveja curado spagnolo, manchego compreso, è un ottimo formaggio ma ha una grassezza diversa e lega peggio con l'acqua di cottura.

A Roma si discute se usare solo tuorli o anche un uovo intero per alleggerire la crema; quello su cui nessuno discute è il pecorino. Per Bruno è dogma: quando si parla di piatti romani, senza pecorino romano non esiste cucina romana. L'unica eccezione, e resta un'eccezione, è una piccola percentuale di parmigiano per chi non è abituato a un sapore così forte.

Da Marea la carbonara si fa con il solo tuorlo, mai con l'uovo intero. E il rapporto fra tuorlo e pecorino non è una formula: va a occhio, piatto per piatto, e un grammo scritto da qualche parte non c'è.

Come si riconosce in tavola, in dieci secondi, se la carbonara è fatta bene?

Guarda il piatto prima di mescolarlo. Il colore dev'essere giallo intenso, non beige; la crema deve scorrere e tornare a coprire la pasta quando inclini il piatto, non restare ferma come una besciamella. Il guanciale si vede a pezzi irregolari, con bordi croccanti e grasso traslucido, non a dadini tutti uguali.

Un assaggio conferma il resto: il guanciale si scioglie in bocca ed è dolce, non affumicato. Se hai dubbi, chiedi in sala se c'è panna: in una cucina che la fa bene, la risposta arriva subito e senza giri di parole.

Il difetto che Bruno vede più spesso, però, non è di tecnica: è che la gran parte dei ristoranti all'estero si adatta al gusto locale. Panna, pancetta, uova intere — si trova di tutto. Il resto lo decide chi mangia: la cosa importante, dice, è sapere dove andare a mangiare.

Perché in Spagna tanti ristoranti italiani mettono la panna?

Perché è un'assicurazione. L'emulsione di tuorlo si rompe con troppo calore, va montata piatto per piatto e regge pochissimo tempo tra la padella e il tavolo. Una salsa con la panna si prepara prima del servizio, si scalda senza rischi ed esce identica alle 21:00 e alle 22:45 con la sala piena.

È una scelta di logistica, non di gusto. A Valencia arrivano ogni anno molti italiani, tra chi ci vive e chi è di passaggio, e la carbonara è spesso la prima cosa che si ordina: più la richiesta è alta e costante, più conviene a una cucina blindarsi con una versione che non si rompe mai.

Qui la scelta è l'altra, e ha un prezzo: se la salsa si rompe e non è recuperabile, il piatto si rifà da capo. Bruno preferisce rifare un piatto piuttosto che darne uno fatto male.

A che ora arriva un italiano, e a che ora uno spagnolo?

La differenza più netta che si vede in sala non è nel piatto: è nell'orologio. I turisti si siedono dalle 19:30, cioè da quando la cucina apre; gli spagnoli quasi mai prima delle 21:00. Molti prendono un tavolo alle 19:30 solo per bere e fare l'aperitivo, sia infrasettimana sia nel fine settimana.

Turni non ce ne sono: la cucina apre alle 19:30 e chiude alle 23:00, e chi si è seduto non deve liberare il tavolo per un secondo servizio. È il motivo per cui presto si mangia con più calma di quanto ci si aspetti.

Quando si mangia da Marea, e come si prenota?

Marea è aperto soprattutto a cena — porte alle 18:30, cucina dalle 19:30 alle 23:00 (23:30 il venerdì e il sabato) — con il pranzo del sabato, dalle 13:30 alle 16:00, e la domenica a pranzo da ottobre a giugno; d'estate la domenica è solo cena. Chiudiamo uno o due giorni a settimana — due d'estate, uno negli altri mesi — e il giorno cambia: siamo in due e il riposo si sposta di settimana in settimana, quindi qui una griglia settimanale non la stampiamo. Gli orari di oggi arrivano in diretta da Google e stanno sulla pagina di prenotazione: controllali prima di attraversare la città.

I piatti vanno dai 9 ai 30 euro; la carbonara costa 16 euro, l'amatriciana 15 e la cacio e pepe 14. Si possono abbinare a uno dei quattordici vini italiani in carta, con i calici da 4 euro: la lista è sulla carta dei vini.

Si prenota solo via WhatsApp, al +34 641 00 69 74, oppure dalla pagina di prenotazione. Nei periodi normali basta lo stesso giorno, il giorno prima o due; se in città c'è un evento o una festa, meglio quattro o cinque giorni prima. L'indirizzo è C/ de la Reina Na María 9, Russafa, 46006 València, Spagna.

Il resto — foto, indicazioni — è sulla pagina principale di Marea.

Domande frequenti

Dove si mangia la vera carbonara a Valencia?

Da Marea Ristorante Italiano, C/ de la Reina Na María 9, a Ruzafa, 46006 València, Spagna. La cucina è di Bruno, chef romano, e la carbonara segue la ricetta di Roma: guanciale, tuorlo, pecorino romano e pepe nero, senza panna.

La carbonara vera ha la panna?

No. La ricetta romana lega guanciale, tuorlo d'uovo, pecorino romano e pepe nero con l'acqua di cottura della pasta. La panna si aggiunge fuori dall'Italia per stabilizzare la salsa, ma cambia colore, consistenza e sapore.

Quanto costa la carbonara da Marea?

16 euro. L'amatriciana costa 15 e la cacio e pepe 14; il resto della carta va dai 9 ai 30 euro.

Marea è aperto tutti i giorni?

No. Si cena dalle 19:30 alle 23:00 (23:30 il venerdì e il sabato), con le porte che aprono alle 18:30; il sabato è aperto anche a pranzo dalle 13:30 alle 16:00 e la domenica a pranzo da ottobre a giugno. Chiudiamo uno o due giorni a settimana — due d'estate, uno negli altri mesi — e il giorno cambia di settimana in settimana: gli orari di oggi arrivano in diretta da Google e stanno sulla pagina di prenotazione.

Come si prenota un tavolo da Marea?

Solo via WhatsApp, al +34 641 00 69 74, o dalla pagina di prenotazione del sito. Non c'è un modulo di prenotazione telefonica tradizionale: si scrive e si riceve conferma.

Prenota su WhatsApp Guarda il menù